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	<title>Quotidiano Piemontese - Testo Libero</title>
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		<title>A Torino in anteprima di Cercando Enrico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 00:37:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[L’associazione culturale BookPostino, organizza presso la Casa del Quartiere “Cecchi Point”, in via Cecchi 17 a Torino, la proiezione in anteprima per la città, dell’ultimo lavoro del regista cuneese Remo Schellino: “Cercando Enrico”. L’appuntamento è per venerdì 22 novembre alle ore 21,00 presso il Cecchi Point di via Cecchi 17, a Torino. L’ingresso alla proiezione &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/testolibero/a-torino-in-anteprima-di-cercando-enrico/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "A Torino in anteprima di Cercando Enrico"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’associazione culturale BookPostino, organizza presso la Casa del Quartiere “Cecchi Point”, in via Cecchi 17 a Torino, la proiezione in anteprima per la città, dell’ultimo lavoro del regista cuneese Remo Schellino: “Cercando Enrico”. L’appuntamento è per venerdì 22 novembre alle ore 21,00 presso il Cecchi Point di via Cecchi 17, a Torino. L’ingresso alla proiezione sarà libero è gratuito. In sala sarà presente anche il regista.</p>
<p>Il film documentario, prodotto da Polistudio, è un commosso omaggio a Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano, morto 40 anni fa. Un viaggio, come lo definisce lo stesso regista, alla ricerca di un pensiero, di un’ idea, di un sogno che si è rattrappito nelle pieghe della storia.</p>
<p>La distribuzione del film di Schellino, affidata per ora solo a circuiti informali, dopo numerose proiezioni estive nel cuneese, approda per la prima volta a Torino.</p>
<p>Il film è un percorso che il regista fa attraversando l’Italia, parlando con testimoni noti e meno noti della stagione che fu del segretario del PCI. “Enrico Berlinguer è stato il segretario del più grande Partito Comunista d’Europa, un punto di riferimento per molti che avevano la speranza di cambiare questo Paese.- afferma Remo Schellino &#8211; Lo cerco oggi nel ricordo mio di un giovane non ancora ventenne che ha pianto la sua morte. Lo cerco nei miei amici di sempre ed altri che si sono aggiunti nel tempo. Lo cerco in un mondo cambiato, mutato, trasformato ma che ha ancora bisogno di sognare, lottare per un mondo più giusto.”</p>
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		<title>E’ morto Giuseppe Granieri uno dei grandi divulgatori della cultura del digitale e di Internet in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Pasteris]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 07:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; morto improvvisamente a 55 anni Giuseppe “GG” Granieri, uno dei grandi divulgatori della cultura del digitale e di Internet in Italia. Giuseppe Granieri era nato a Potenza nel 1968. Nel 1996, aveva fondato bookcafe.net, uno dei primi siti letterari italiani. Dal 2010 al 2013, è stato direttore editoriale di 40k, startup italiana che pubblicava &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/testolibero/e-morto-giuseppe-granieri-uno-dei-grandi-divulgatori-della-cultura-del-digitale-e-di-internet-in-italia/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "E&#8217; morto Giuseppe Granieri uno dei grandi divulgatori della cultura del digitale e di Internet in Italia"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; morto improvvisamente a 55 anni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Granieri">Giuseppe “GG” Granieri</a>, uno dei grandi divulgatori della cultura del digitale e di Internet in Italia.</p>
<p>Giuseppe Granieri era nato a Potenza nel 1968. Nel 1996, aveva fondato bookcafe.net, uno dei primi siti letterari italiani. Dal 2010 al 2013, è stato direttore editoriale di 40k, startup italiana che pubblicava libri digitali.</p>
<p>Tra le sue opere sono “Blog generation” (Laterza, 2005), “La società digitale” (Laterza, 2006), “Umanità Accresciuta” (Laterza, 2009).</p>
<p>È stato docente di Laboratorio Web 2.0 presso l’Università di Urbino. Come consulente di direzione o per l’innovazione, ha lavorato alla progettazione di musei con Carlo Rambaldi a progetti gestiti dal Ministero dello Sviluppo. Ha collaborato con vari giornali come Il Sole 24 Ore, La Stampa, l’Espresso, Reset e la rivista de Il Mulino.</p>
<p>Immagine <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Granieri#/media/File:Giuseppe_Granieri.jpg">da Wikipedia &#8211; Alessio Iacona</a></p>
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		<title>Le legge bavaglio che vieta la pubblicazione integrale o per estratto del testo dell’ordinanza di custodia cautelare.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Pasteris]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Dec 2023 23:55:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Camera ha approvato l&#8217;emendamento del deputato piemontese Enrico Costa alla legge di delegazione europea che introduce il divieto di pubblicazione integrale o per estratto del testo dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare. La misura viene giudicata come un bavaglio. Il testo originario prevedeva il divieto di pubblicazione dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare fino alla conclusione delle indagini &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/testolibero/le-legge-bavaglio-che-vieta-la-pubblicazione-integrale-o-per-estratto-del-testo-dellordinanza-di-custodia-cautelare/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Le legge bavaglio che vieta la pubblicazione integrale o per estratto del testo dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare."</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Camera ha approvato l&#8217;emendamento del deputato piemontese <a href="https://www.camera.it/leg19/29?tipoAttivita=&amp;tipoVisAtt=&amp;tipoPersona=&amp;shadow_deputato=301541&amp;idLegislatura=19" target="_blank" rel="noopener">Enrico Costa</a> alla legge di delegazione europea che introduce il divieto di pubblicazione integrale o per estratto del testo dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare.</p>
<p>La misura viene giudicata come un bavaglio. Il testo originario prevedeva il divieto di pubblicazione dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare fino alla conclusione delle indagini o dell&#8217;udienza preliminare, mentre nella riformulazione proposta dal governo si parla di divieto di pubblicazione integrale o per estratto&#8221; del testo dell&#8217;ordinanza.</p>
<p>Molti attori del sistema dell&#8217;informazione italiano hanno manifestato preoccupazione per le minacce che al diritto di cronaca derivano dall&#8217;approvazione dell&#8217;emendamento Costa alla legge di delegazione europea.</p>
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		<title>La mostra Julian Assange e la Libertà di stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Pasteris]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 05:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovedì 19 ottobre 2023 presso Kontiki centro culturale ecologista sede di Fridays For Future Torino si inaugura la mostra Julian Assange e la Libertà di stampa che racconta la storia di Julian Assange, caporedattore di WikiLeaks. Il giornalista australiano è attualmente incarcerato in Inghilterra e a breve potrebbe essere estradato negli Stati Uniti, dove rischia &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/testolibero/la-mostra-julian-assange-e-la-liberta-di-stampa/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "La mostra Julian Assange e la Libertà di stampa"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 19 ottobre 2023 presso <a href="https://www.facebook.com/kontiki.torino" target="_blank" rel="noopener">Kontiki</a> centro culturale ecologista sede di Fridays For Future Torino si inaugura la mostra Julian Assange e la Libertà di stampa che racconta la storia di Julian Assange, caporedattore di WikiLeaks.</p>
<p>Il giornalista australiano è attualmente incarcerato in Inghilterra e a breve potrebbe essere estradato negli Stati Uniti, dove rischia una pena fino a 175 anni di reclusione per aver rivelato crimini di guerra.</p>
<p>La mostra sulla sua storia è curata da Antonietta Chiodo.</p>
<p>Al dibattito, che comincerà alle 18.00, interverranno: Antonietta Chiodo (curatrice della mostra), Fabio Massarenti (Delegato FIOM), Valentina Paze (Università di Torino), Eugenio Quaglia (attivista FFF Torino).</p>
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		<title>Presso la  Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino Calvino cantava la pace – chiamalavita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Pasteris]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2023 10:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Testo Libero]]></category>
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					<description><![CDATA[La Fondazione Carlo Donat-Cattin ha voluto dedicare a Italo Calvino, a 100 anni esatti dalla sua nascita un evento presso la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino domenica 15 ottobre alle 18:30 appuntamento per il recital in musica Calvino cantava la pace &#8211; chiamalavita, di e con Maria Rosaria Omaggio e con Grazia &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/testolibero/presso-la-casa-del-teatro-ragazzi-e-giovani-di-torino-alvino-cantava-la-pace-chiamalavita/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Presso la  Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino Calvino cantava la pace &#8211; chiamalavita"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Fondazione Carlo Donat-Cattin ha voluto dedicare a Italo Calvino, a 100 anni esatti dalla sua nascita un evento presso la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino domenica 15 ottobre alle 18:30 appuntamento per il recital in musica Calvino cantava la pace &#8211; chiamalavita, di e con Maria Rosaria Omaggio e con Grazia Di Michele.<span id="more-1386"></span></p>
<p>Le due artiste tornano insieme per celebrare Italo Calvino a 100 anni esatti dalla sua nascita, ma soprattutto per cantare la pace attraverso le sue parole.<br />
La scelta di Torino, per la rimessa in scena dello spettacolo, non è casuale: sia per il ruolo centrale che la città ha avuto nella vita dell’autore sia per il felice sodalizio che si realizzò proprio a Torino fra Calvino e il gruppo dei Cantacronache.<br />
Coinvolto in quel progetto da Sergio Liberovici e Michele Straniero, lo scrittore, fra il 1958 e il 1960, sceglie di dare parola al canto. È nel corso di questo felice triennio che, rivolgendosi a un pubblico nuovo, più ampio e in parte diverso da quello dei suoi lettori, sperimenta forme espressive inedite.<br />
Prendono così vita le canzoni, musicate da Sergio Liberovici e scelte, per chiamalavita, da Maria Rosaria Omaggio a sottolineare il tema della pace del Calvino paroliere: Dove vola l’avvoltoio, Oltre il ponte, Canzone triste, Il padrone del mondo. Altri due scritti dell’autore dalla famigerata leggerezza, musicati appositamente per lo spettacolo, sono L&#8217;angelo e Sogni.<br />
La costruzione di questo lavoro teatrale ricalca lo stile e i temi di Calvino: un forte fil rouge riconduce sempre alla guerra, alla circolarità del tempo e alla sua ciclicità nel corso della storia. Attraverso le parole, il canto, la musica e i suoni, la potenza e l&#8217;autenticità della lingua di questo grande autore e intellettuale del secolo scorso arrivano direttamente prima al cuore, poi alla mente degli spettatori.</p>
<p>Fondamentale, in questa messa in scena, è l&#8217;attenzione rivolta allo sguardo dei bambini che oggi soffrono in Ucraina, così come in Siria, Yemen, Afghanistan, Myanmar, Medio Oriente, Sudan, Etiopia e in tanti altri luoghi del mondo a causa dei 170 conflitti – di cui 59 guerre vere e proprie – che ancora infangano la parola «umanità».<br />
La Fondazione Carlo Donat-Cattin, con determinazione e tenacia, ha proposto e sostenuto la riedizione torinese di questo spettacolo che Maria Rosaria Omaggio, Goodwill Ambassador Unicef, che aveva ideato, prodotto e messo in scena con Grazia Di Michele e che era approdato anche all’Auditorium dell’ONU di New York.</p>
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		<title>Lunedì 16 ottobre al Circolo dei Lettori di Torino la presentazione di Viaggi di sola andata di Davide Demichelis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Pasteris]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 06:39:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunedì 16 ottobre 2023 alle ore 21:00 presso il Circolo dei lettori a Torino viene presentato il libro Viaggi di sola andata, Otto viaggi indimenticabili per altrettanti memorabili storie di Davide Demichelis. Davide Demichelis per Rai 3, Sky, National Geographic Channel ha scritto e condotto programmi di viaggio e di scoperta da tutto il mondo. &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/testolibero/lunedi-16-ottobre-al-circolo-dei-lettori-di-torino-la-presentazione-di-viaggi-di-sola-andata-di-davide-demichelis/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Lunedì 16 ottobre al Circolo dei Lettori di Torino la presentazione di Viaggi di sola andata di Davide Demichelis"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 16 ottobre 2023 alle ore 21:00 presso il Circolo dei lettori a Torino viene presentato il libro <a href="https://torino.circololettori.it/viaggi-di-sola-andata/" target="_blank" rel="noopener">Viaggi di sola andata, Otto viaggi indimenticabili per altrettanti memorabili storie di Davide Demichelis</a>.<span id="more-1383"></span></p>
<p>Davide Demichelis per Rai 3, Sky, National Geographic Channel ha scritto e condotto programmi di viaggio e di scoperta da tutto il mondo.<br />
Racconta otto storie di intensa umanità che narrano profumi, colori, costumi e sorprese di Paesi lontani, ancora tutti da scoprire, attraverso le voci e i volti di chi è andato via in cerca di un futuro migliore da Gambia, India, Senegal, Cina, Ucraina, Ghana, Bolivia, Ruanda.</p>
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		<title>I vincitori della edizione 2023 di Venaria in Corto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 15:09:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 22 settembre 2023, in occasione dell’evento finale di Venaria In Corto, sono stati premiati i cortometraggi vincitori della quarta edizione del premio dal titolo “Design the Change – Una personale visione del mondo”, concorso cinematografico per cortometraggi rivolto a giovani registi compresi nella fascia d’età 18-35 anni e promosso dalla Città di Venaria Reale &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/testolibero/i-vincitori-della-edizione-2023-di-venaria-in-corto/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "I vincitori della edizione 2023 di Venaria in Corto"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 22 settembre 2023, in occasione dell’evento finale di Venaria In Corto, sono stati premiati i cortometraggi vincitori della quarta edizione del premio dal titolo “Design the Change – Una personale visione del mondo”, concorso cinematografico per cortometraggi rivolto a giovani registi compresi nella fascia d’età 18-35 anni e promosso dalla Città di Venaria Reale in collaborazione con l’Informagiovani Venaria. Dei 41 ammessi, 16 sono stati i finalisti.<span id="more-1375"></span></p>
<p>La giuria di qualità ha decretato miglior corto “Massimo”, di Matteo Bianchi (targa e buono acquisto di € 600,00). La Menzione stampa-premio speciale Fabio Artesi è andata a “SAAD”, di Emanuele Biganzoli (targa e buono acquisto di € 250,00) e la Menzione Città di Venaria Reale è stata assegnata al corto “4.23”, di Emanuele Cielo Olmo (targa e buono acquisto di € 250,00).</p>
<p>L’iniziativa è volta a valorizzare il protagonismo giovanile attraverso le tecniche dell’audiovisivo, mettendo al centro creatività ed espressione artistica.</p>
<p>Al centro della quarta edizione del concorso, gli 11 obiettivi europei per i giovani (collegare l&#8217;UE e i giovani, parità di genere, società inclusive, informazione e dialogo costruttivo, salute mentale e benessere, sostegno ai giovani delle aree rurali, lavori di qualità per tutti, apprendimento di qualità, spazio e partecipazione per tutti,<br />
Europa verde sostenibile, organizzazioni giovanili e programmi europei), all&#8217;interno dei quali ai registi è stata lasciata la possibilità di spaziare.</p>
<p>Sono stati toccati temi come la salute mentale, l’identità e l’orientamento di genere, la migrazione dalla propria terra e le scissioni identitarie che essa porta con sé, l’isolamento sociale, il cambiamento climatico. La quarta edizione di Venaria In Corto ha registrato un notevole aumento dei partecipanti che, provenienti dalle più svariate zone d’Italia, hanno raccontato la loro personale visione del mondo, attraverso tecniche e linguaggi diversi, come fiction, documentari e videoclip. All’edizione del concorso di quest’anno, sono arrivati 45 corti, tutti provenienti dall’Italia. In particolare, sono 10 i piemontesi.</p>
<p>I video dei corti vincitori saranno pubblicati sulla pagina Facebook Informagiovani Venaria, sui siti web www.comune.venariareale.to.it , www.venariagiovani.org e su www.venaria.tv</p>
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		<title>Kevin Mitnick il condor, l’hacker leggendario, é morto a soli 59 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Pasteris]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 21:08:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Kevin David Mitnick, 59 anni, è morto pacificamente domenica 16 luglio 2023, dopo aver combattuto valorosamente contro il cancro al pancreas per più di un anno. Kevin è sopravvissuto dalla sua amata moglie, Kimberley Mitnick, che è rimasta al suo fianco durante il loro calvario di 14 mesi. Kimberley è incinta del loro primo figlio. &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/testolibero/kevin-mitnick-il-condor-lhacker-leggendario-e-morto-a-soli-59-anni/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Kevin Mitnick il condor, l&#8217;hacker leggendario, é morto a soli 59 anni"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><b>Kevin David Mitnick</b>, 59 anni, è morto pacificamente domenica 16 luglio 2023, dopo aver combattuto valorosamente contro il cancro al pancreas per più di un anno. Kevin è sopravvissuto dalla sua amata moglie, Kimberley Mitnick, che è rimasta al suo fianco durante il loro calvario di 14 mesi. Kimberley è incinta del loro primo figlio. Kevin era entusiasta di questo nuovo capitolo della sua vita insieme a Kimberley, che è stato tristemente interrotto.</p>
<p>Kevin è stato preceduto nella morte dalla sua devota madre, Shelly Jaffe, e dalla sua amorevole nonna, Reba Vartanian, suo padre, Alan Mitnick, e il suo fratellastro, Adam Mitnick. Gli sopravvivono suo cognato, Ricky Barry e sua moglie Roxy, e i loro tre figli: Millie, Winston e George, sua suocera e suocero, Daisy e Andrew Tibbs, la sua matrigna. Nanci King, la sua prozia Sophie “Chickie” Leventhal e il suo partner di lunga data, il dottor Bob Berkowitz, i cugini di Kevin Mitch Leventhal, Karen van den Berg, Jolie Mitnick, Mark Mitnick e Wendy Cohen.</p></blockquote>
<p><span id="more-1407"></span></p>
<p>Questo é il messaggio comparso su un sito di pompe funebri di Las Vegas che ha scatenato un tamtam nella galassia degli hacker e degli informatici di tutto il mondo. Sono arrivate le partecipazioni e soprattutto le immagini insieme a Mitnick da mezzo mondo. E proprio da qui occorre partire per capire il condor Kevin Mitnick l’hacker più conosciuto di sempre dalle cui imprese é nata la sicurezza informatica moderna. Mitnick si era voluto attribuire il nickname condor dopo aver visto il film I tre giorni del Condor di Sydney Pollack</p>
<p>Consulente di sicurezza IT, esperto di hacking etico, oratore pubblico e scrittore è stato un&#8217;icona dell’hacking conosciuto in tutto il mondo, o e autore di due libri bibbia del settore come “The Art of Deception” del 2003 e “The Art of Intrusion” del 2005. Kevin Mitnick era una persona aperta e disponibile con tutti quelli che lo seguivano in conferenze in tutto il mondo, un amico più che un guru ascetico.</p>
<p>Quando fu arrestato dall’FBI nel 1995, Kevin Mitnick era l’hacker più ricercato d’America, dato che era considerato responsabile di attacchi informatici a carico di Apple, Digital Equipment Corp., MCI, Motorola, Netcom, Sun Microsystem.</p>
<p>Dopo aver scontato le condanne che gli erano state inferte Mitnick aveva avviato una carriera di consulente informatico e di divulgatore.</p>
<p>Poi la malattia, un tumore al pancreas come Steve Jobs. E anche in questo caso la fine é arrivata.</p>
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		<title>Bettazzi ti voglio bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vittorio Pasteris]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2023 18:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando ho letto il messaggio del vescovo di Ivrea Edoardo Aldo Cerrato che pregava e scriveva: &#8220;Accompagniamo mons. Bettazzi che si sta avviando lucidamente al tramonto terreno. La nostra preghiera lo sostenga! &#8221; ho capito che era quasi finito il lungo e incredibile viaggio di Luigi Bettazzi sulla terra. Un viaggio che era partito da &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/testolibero/bettazzi-ti-voglio-bene/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Bettazzi ti voglio bene"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho letto il messaggio del vescovo di Ivrea Edoardo Aldo Cerrato che pregava e scriveva: &#8220;Accompagniamo mons. Bettazzi che si sta avviando lucidamente al tramonto terreno. La nostra preghiera lo sostenga! &#8221; ho capito che <a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2023-07/monsignor-luigi-bettazzi-vescovo-ivrea-morte.html">era quasi finito</a> il lungo e incredibile viaggio di Luigi Bettazzi sulla terra.<span id="more-1365"></span></p>
<p>Un viaggio che era partito da Treviso, arrivato a Bologna e che aveva poi trovato casa a Ivrea e nel Canavese e che sembrava non finire mai avendo raggiunto lucido e attivo i 99 anni. Gli ultimi anni li ha vissuti fra il suo buen ritiro di Albiano, Ivrea e Bologna.<br />
E&#8217;stato l&#8217;ultimo testimone del Concilio Vaticano Secondo essendoci arrivato fresco vescovo ausiliario di Bologna, per poi arrivare nella sua Ivrea dove fu per 33 anni vescovo e per 17 presidente di Pax Christi.</p>
<p>Nei diversi momenti che ci siamo visti rimane la grande semplicità e cortesia, una gentilezza , empatia e capacità d’ascolto non comune, due vispissimi occhi azzurri.</p>
<p>Il pensiero sociale sviluppatosi negli anni a Ivrea si è mischiato perfettamente con il pensiero diciamolo pure catto comunista di Bettazzi creando nel Canavese una fornace di idee e iniziative che continuano.</p>
<p><iframe title="Intervista a Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/CJvq0NX5Dwk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La mitica lettera aperta di <a href="https://www.aggiornamentisociali.it/articoli/il-carteggio-bettazzi-berlinguer-nota-introduttiva/">Luigi Bettazzi a Enrico Berlinguer</a> del 6 luglio 1976, pubblicata sul settimanale diocesano Il risveglio popolare dell’8 luglio 1976</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;">Onorevole, Le sembrerà forse singolare, tanto più dopo le ripetute dichiarazioni dei vescovi italiani, che uno di loro scriva una lettera, sia pure aperta, al Segretario di un partito, come il Suo, che professa esplicitamente l’ideologia marxista, evidentemente inconciliabile con la fede cristiana. Eppure mi sembra che anche questa lettera non si discosti dalla comune preoccupazione per un avvenire dell’Italia più cristiano e più umano.Forse, appunto, era più ovvia la lettera che scrivevo, mesi fa, all’on. Zaccagnini, neo-segretario di un partito che ufficialmente si professa cristiano, che accoglie nella stragrande maggioranza persone che si dichiarano ispirate ad una ideologia cristiana, e che ha sempre riscosso una particolare attenzione da parte della gerarchia cattolica. Erano tutti motivi che mi suggerivano di esortare discretamente il Segretario di quel partito, non solo ad esigere una maggiore coerenza dai membri, e soprattutto dai responsabili, sul piano della competenza o dell’onestà personali, ma più ancora a impegnare il partito a dimostrarsi veramente «cristiano», a mettersi quindi sul piano di una politica più aperta e più impegnata, in ordine alle esigenze della giustizia sociale e di una più effettiva uguaglianza di tutti i cittadini nei loro doveri.E’ per amore di dialogo che ora mi rivolgo a Lei, e in Lei a tutti coloro che hanno responsabilità. nel Suo partito, e in generale a tutti coloro che vi hanno dato adesione, soprattutto col voto. Forse non ci si domanda abbastanza, nel « mondo borghese » e in molta parte del nostro «mondo cattolico», il perché di questo vostro successo, preoccupati, come siamo naturalmente, di ricordare la vostra ispirazione marxista, che da una parte si collega con il materialismo e l’ateismo e dall’altra si è troppo spesso aperta a dittature e a violenze, anche anti-religiose. Ci sono ovviamente fra voi marxisti convinti; ci saranno forse anche opportunisti, ma io penso ora a quanti hanno votato per voi ignorando o non condividendo la vostra visione della vita e della storia, e trascurando le forme concrete con cui i comunisti governano in altre parti del mondo, valutando invece la concreta, determinante efficacia della vostra lotta per tutte le conquiste sociali di questi decenni. Tanti, soprattutto operai, immigrati, diseredati, guardano a voi come a una speranza di rinnovamento, in una società. in cui essi non trovano sicurezze per il loro lavoro, per i loro figli, per una loro sia pur minima influenza nelle decisioni che coinvolgono tutti. Penso a quelli che hanno votato per voi e sono cristiani, e non intendono rinunciare alla loro fede religiosa, che anzi – forse nella sofferenza per la «disobbedienza» alla gerarchia – pensano così di promuovere una società. più giusta, più solidale, più partecipata, quindi più cristiana. E’ vero, certi studiosi hanno voluto attenuare l’assolutezza del materialismo marxista, dichiarando che nella sostanza poteva essere piuttosto una rivendicazione dell’importanza delle realtà materiali e dei processi economici, contro uno spiritualismo ambiguo, che diceva di voler salvaguardare i valori più alti, ma lasciava il concreto e la storia alla mercé dei più potenti e dei più furbi. Lo stesso ateismo potrebbe ridursi, secondo loro, al rifiuto di certe forme troppo superficiali di religiosità., spesso individualistiche o utilitaristiche, facilmente strumentalizzabili, e aprirebbe anzi la strada a una fede più profonda, più coinvolta nella vita, più comunitaria, dunque più autenticamente evangelica. In più, storici e sociologi aggiungono che le rivoluzioni e le violenze possono spiegarsi come esplosione di reazioni a strutture oppressive e non meno violente, con le quali purtroppo anche certe Chiese si sarebbero collegate e compromesse, e risulterebbero inevitabili per l’affermarsi di nuove forme di organizzazione sociale.Deve convenire, onorevole, che non è facile accogliere queste proposte di ripensamento, per chi si trova in settori di società. dove esiste l’esperienza di una certa democrazia, e di fronte al frequente ripiegarsi delle rivoluzioni in strutture burocratiche, nuovamente conservatrici; così, e più ancora, dove è accolta e vissuta l’istanza religiosa.Piuttosto, quello che può farci pensare è il vostro atteggiamento (confermato dalle posizioni ch’Ella ha assunto pubblicamente sul piano internazionale), che sembrerebbe tendere a realizzare un’esperienza originaria di comunismo, diversa dai comunismi di altre nazioni. Di questo impegno è singolare testimonianza il fatto nuovo dei «cristiani » che avete voluto tra i vostri candidati, e che avete fatto eleggere.Forse ci sono sempre stati tra voi dei cristiani, per origine e magari per una certa pratica religiosa, ma mai c’erano stati casi così clamorosi di cristiani qualificati e pubblicamente impegnati a restare tali. E’ comprensibile la reazione della gerarchia cattolica, preoccupata di evitare, non solo confusioni ideologiche, ma soprattutto lo sconcerto del «mondo cattolico» di fronte a un fatto così nuovo e cosi problematico. Ma questo non toglie valore alla vostra decisione, che, se anche fosse stata suggerita da motivi di tattica politica, resta peraltro coraggiosa e aperta a conseguenze di rilievo.Questo confronto costante obbligherà certamente i cristiani di tutto l’arco politico a verificare il loro orientamento, per valutare quanto in esso sia veramente ispirato dalla fede e quanto invece suggerito da altre ideologie o da altri interessi: ad esempio, alle volte si dichiara si, di voler difendere la libertà di tutti, ma in realtà si difende la propria libertà, quella di certi vantaggi economici e di certi privilegi sociali, senza pensare che essa ha per contrappeso una condizione non altrettanto libera per coloro che vivono alla giornata, esposti a tutte le incertezze e a tutte le schiavitù sul piano del lavoro, della casa, dell’istruzione dei figli, della cura delle malattie. Ma sono convinto che la presenza di credenti nelle vostre file porterà anche voi a ripensare costantemente alle vostre prese di posizione, e a valutare quanto in esse sia effettivamente stimolato da un impegno di giustizia e di uguaglianza (l’impegno che vi rende cosi popolari e che richiama tante fiduciose adesioni), e quanto invece continui a collegarsi ad aspetti ideologici e a prassi concrete che, se hanno avuto una loro funzione storica di stimolo, non risultano però essenziali per la vostra politica in mezzo al popolo e a favore del popolo. Una più matura riflessione, favorita da verifiche culturali e sociali di trent’anni di democrazia parlamentare, potrebbe così portare ad un atteggiamento che, senza nulla rinunciare della concretezza e del dinamismo nel rinnovamento sociale, sapesse accantonare gli aspetti superflui delle ideologie e certi metodi controproducenti di prassi sociale.Ci sovviene la famosa distinzione che Papa Giovanni faceva nell’Enciclica «<i><em>Pacem in Terris</em></i>», tra «le false dottrine filosofiche sulla natura, l’origine e il destino del mondo e dell’uomo» e i «movimenti storici a finalità economiche, sociali, culturali e politiche, anche se questi movimenti sono stati originati da quelle dottrine e da esse hanno tratto e traggono tuttora ispirazione». «Questi movimenti – dice Papa Giovanni – agendo sulle situazioni storiche incessantemente evolventisi non possono non subirne gli influssi e quindi non possono non andare soggetti a mutamenti anche profondi». «Per questo – continua ancora – può verificarsi che un avvicinamento o un incontro di ordine pratico ieri ritenuto non opportuno o non fecondo, oggi invece lo sia o lo possa divenire domani».Proprio in questa luce, onorevole, vorremmo chiedervi una particolare coerenza nella vostra battaglia, una particolare onestà. nel vostro atteggiamento. Lo so, purtroppo i « cristiani» non sono stati sempre esemplari nella loro gestione, hanno talora ceduto alla tentazione della concussione, delle speculazioni, della faziosità., hanno spesso approfittato delle loro posizioni di potere, hanno tante volte appoggiato gli amici ed emarginato gli avversari, favorendo una discriminazione e un disprezzo così poco cristiani.Eppure, se voi volete interpretare veramente l’animo popolare, se volete favorire una maggiore chiarezza nella vita pubblica, occorre che sappiate avere questo coraggio autentico, questo spirito eroico di disinteresse e di onestà, questa apertura universalistica. Non oso chiedervelo come vescovo, lo chiedo come cittadino, amante della patria, come uomo profondamente interessato alle aspirazioni del popolo lavoratore, alle attese della massa più disagiata e più onesta. Vorrei poi chiedervi di compiere uno sforzo di rispetto e di comprensione per i problemi religiosi, pur avvertiti in una certa parte dei vostri simpatizzanti. Vorrei chiedervi di non osteggiare, esplicitamente o implicitamente, istituzioni religiose, sollecite e provvide, fin dalle origini, per le esigenze dei più piccoli e degli emarginati, stimolandone piuttosto l’evoluzione secondo le esigenze dei tempi e le attese degli uomini, soprattutto dei più poveri, che forse voi potete o sapete più tempestivamente interpretare. Oso anche aggiungere un’ultima richiesta, non semplice ma importante. Il timore più grande che tanta gente prova di fronte alla vostra avanzata è suggerito dalle esperienze straniere. In troppi paesi lo sforzo legittimo per un rinnovamento socialista della collettività è accompagnato da eccessi violenti di soppressione di troppe libertà, compresa quella religiosa, quando non addirittura dall’insidia all’integrità fisica. Per fare un esempio: accanto al Vietnam, dove il processo di rinnovamento sociale risulta più rispettoso della vita e di alcune libertà fondamentali, come appunto quella religiosa, vi sono paesi, come la Cambogia, dove le poche notizie che giungono ci fanno temere oppressioni insopportabili e soffocamento di ogni libertà e della stessa dignità umana. Vorremmo che voi poteste utilizzare il prestigio che vi viene dalla comunanza di ideali per ottenere da questi vostri compagni atteggiamenti di maggiore tolleranza e di maggior rispetto. Questo vostro compromettervi per l’uomo, tanto più – come in questi casi – per i lavoratori più umili, per la gente più povera, contribuirebbe a rafforzare il prestigio che avete acquistato presso tanti uomini desiderosi di rinnovamento, cosi come a provare la sincerità del vostro impegno veramente democratico.Mi scusi questa lettera, che molti giudicheranno ingenua, e non pochi contraddittoria con la mia qualifica di vescovo. Eppure mi sembra legittimo e doveroso, per un vescovo, aprirsi al dialogo, interessandosi in qualche modo perché si realizzi la giustizia e cresca una più autentica solidarietà tra gli uomini. Il «Vangelo», che il vescovo è chiamato ad annunciare, non costituisce un’alternativa, tanto meno una contrapposizione alla «liberazione» dell’uomo, ma ne dovrebbe costituire l’ispirazione e l’anima. Gesù stesso, quando si presentò ai suoi contemporanei, lo fece con le parole dell’antico profeta, affermando di essere «mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore».In questa linea voglio augurare a Lei e ai suoi compagni un buon lavoro, come lo auguro a tutti i cristiani e a tutti gli uomini di buona volontà.</p>
</blockquote>
<p>I funerali di  Luigi Bettazzi saranno martedi 18 luglio nel duomo di Ivrea a partire dalle 15.30.<br />
Martedi 18 luglio sara lutto cittadino ad Ivrea</p>
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		<title>L’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e l’Associazione Stampa Subalpina preoccupati per i limiti all’accesso in Comune di Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 15:36:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Ordine dei Giornalisti del Piemonte e l&#8217;Associazione Stampa Subalpina esprimono preoccupazione per gli accessi a Palazzo Civico a Torino dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da colleghi cronisti che lamentano un restringimento delle regole per l’accesso nella sede del Comune di Torino. L’informazione rappresenta l’occhio della cittadinanza sull’operato dell’amministrazione pubblica e non dev’essere sottoposta a controlli &#8230; <a href="http://web.quotidianopiemontese.it/testolibero/lordine-dei-giornalisti-del-piemonte-e-lassociazione-stampa-subalpina-preoccupati-per-i-limiti-allaccesso-in-comune-di-torino/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "L&#8217;Ordine dei Giornalisti del Piemonte e l&#8217;Associazione Stampa Subalpina preoccupati per i limiti all&#8217;accesso in Comune di Torino"</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ordine dei Giornalisti del Piemonte e l&#8217;Associazione Stampa Subalpina esprimono preoccupazione per gli accessi a Palazzo Civico a Torino dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da colleghi cronisti che lamentano un restringimento delle regole per l’accesso nella sede del Comune di Torino.<span id="more-1360"></span></p>
<p>L’informazione rappresenta l’occhio della cittadinanza sull’operato dell’amministrazione pubblica e non dev’essere sottoposta a controlli che ne limitino la libertà.<br />
«Abbiamo apprezzato quale segnale di attenzione la decisione di destinare nei mesi scorsi una sala del Palazzo di Città alla stampa, ma ora, pur comprendendo le esigenze di sicurezza, teniamo a sottolineare – si legge in una nota congiunta dell’Ordine e del Sindacato – come gli uffici comunali debbano essere aperti al lavoro dei giornalisti e come i cronisti non possano essere sottoposti a un controllo preventivo circa i luoghi del municipio verso i quali sono diretti o le persone che incontrano. Già in passato avevamo avuto, purtroppo, l’occasione di denunciare analoghi provvedimenti dell’amministrazione precedente. Confidiamo che, anche questa volta, possano essere trovate soluzioni idonee a garantire entrambe le esigenze di sicurezza e di informazione».</p>
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